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Montefiore Conca.

Rocca di Montefiore Già nel primo Medioevo Montefiore è sottoposta, come dimostrano le bolle papali di Innocenzo II ed Alessandro III risalenti al XII secolo, alla giurisdizione di Rimini; nel 1302 il castello cerca di sottrarsi a questo dominio, ma la minaccia di un assedio stronca la ribellione.

Con l'avvento al potere dei Malatesta, divenuti Signori indiscussi del Riminese e dei territori vicini, Montefiore vede il periodo di massimo splendore: la potente Casata scelse infatti questo paese per edificarvi una delle più grandi e imprendibili fortezze, alla quale per altro venne riconosciuto un ruolo fondamentale nella strategia di controllo dei confini del Ducato di Urbino, distante solo poche miglia e governato dalla temibile Famiglia dei Montefeltro.

La Rocca, costruita attorno alla metà del 1300, è subito resa dimora adatta ad accogliere personaggi illustri e, nello stesso tempo, efficace avamposto militare. I Malatesta governarono il paese e tennero la fortezza per più di cent'anni consecutivi: in essa nacque nel 1377 Galeotto Novello Malatesta, detto, proprio per il luogo di nascita, Galeotto Belfiore.

Cresce la Rocca, arrivano i Montefeltro.

Montefiore Conca A partire dal 1432 il più celebre dei Malatesta, Sigismondo Pandolfo, Signore battagliero come pochi altri, esaltò l'importanza strategica del castello e migliorò la Rocca. Fu in questo periodo che il borgo si ingrandì, dotandosi di istituzioni religiose e civili di grande importanza sociale come monasteri, ospedali ed il Monte di Pietà. La cittadinanza poteva vantare la presenza di notai, banchieri, giureconsulti e letterati che rivestirono incarichi prestigiosi in tutta Italia.

Nel 1458 la Rocca venne conquistata da Federico da Montefeltro, ma subito dopo fu ripresa da Sigismondo. Quattro anni più tardi Federico la assediò nuovamente e se ne impossessò con gran fatica, per conto della Santa Sede.

Quando per i Malatesta giunse la disfatta, per Montefiore, come per gli altri paesi di questa parte della Romagna, cominciò l'alternarsi di diversi domini: governarono sul paese i Guidi di Bagno, i Borgia, la Repubblica di Venezia ed anche Costantino Comneno Principe di Macedonia, il quale morì proprio a Montefiore nel 1530. Dopo di questi, il castello passò definitivamente alla Chiesa.

Nel 1797 Montefiore faceva parte della Repubblica Cisalpina. Una delle figure di spicco dello schieramento democratico fu il prete di Montefiore Don Gaetano Vitali che, avendo tenuto a Rimini due discorsi in difesa della Repubblica, fu costretto con la Restaurazione a ritrattare pubblicamente le proprie opinioni. Questo comunque non gli impedì di diventare una figura intellettuale di primo piano, storico apprezzato, professore di logica e metafisica, autore di numerose opere che vanno dai saggi di filosofia alle elegie, dalle canzoni per nozze ad un erudito volume sulla storia di Montefiore.

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